L’eros immorale di Olaf Martens

Le fotografie di Olaf Martens mettono in scena un abile gioco teatrale. Attraverso scatti costruiti spesso su una base umoristica, l’artista tedesco combina differenti generi: fotografia di moda, concettuale e sociale. Il suo lavoro trova difficilmente una classificazione univoca, scoprendo linfa nelle contaminazioni.

Nato a Halle, in Germania Orientale, nel 1963, Martens ha studiato fotografia nella Scuola di Arti Visuali(HGB) di Lipsia, avendo come professori a Wolfang G. Scröter e Helfried Strauss. Ha lavorato, inizialmente, come fotografo freelance. Col tempo, grazie ad uno stile forte e impattante diviene ambito dal mondo della pubblicità e dalle riviste di moda.

I suoi lavori sono stati mostrati in importanti musei internazionali quali il Kunst Museum di Bonn, il Grassi Museum di Lipsia, il Moscow House of Photography, il Leopold Museum di Vienna e il German Historical Museum di Berlino. Co-fondatore della agenzia di foto Punctum, Olaf vive e lavora tra la Russia e la Germania. Viene considerato, con merito, uno degli esponenti più interessanti della fotografia contemporanea.

La fotografía di Olaf Martens ci trasporta in un mondo surrealista nel quale la bellezza femminile raggiunge il punto più irreverente, ironico ed eccessivo. Definito da molti come l’Helmut Newton Orientale, paragone peraltro mai piaciuto al fotografo, Martens ci restituisce una visione del mondo femminile che vive nell’erotismo dei corpi.

Tuttavia l’eros di Martens viene rappresentato in forma differente, quasi immorale, attraverso una sessualità anarchica che rappresenta una forma di libertà verso le restrizioni della società. Il fotografo tedesco ritrae modelli di strada come David Linch o Federico Fellini.

I suoi personaggi sono nani, prostitute, travestiti, persone ai margini o fuori dalla stessa società.  Vi consiglio di guardare il sito del fotografo tedesco per avere una visione più completa delle sue opere.

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