La fotografia di ritratto di Rineke Dijkstra

La fotografa olandese Rineke Dijkstra è una degli artisti più apprezzati a livello internazionale che lavorano nel genere della fotografia di ritratto. Le sue fotografie mostrano umanità, empatia e intimità senza alcuna traccia di sentimentalismo o indiscrezione. Dijkstra cattura i suoi soggetti nei momenti di transizione o vulnerabilità, concentrandosi sulle varie sfumature del tema dell‘identità.

La vita di Rineke Dijkstra

Rineke Dijkstra nasce il 2 Giugno del 1959 a Sittard, una cittadina olandese situata nella provincia di Limburg. Studia presso la Rietveld Academie di Amsterdam dal 1981 al 1986, per poi lavorare per qualche anno nel campo della fotografia commerciale di ritratto. Premiata con la Honorary Fellowship della Royal Photographic Society, il Citibank Private Bank Photography Prize del 1999 (ora Deutsche Börse Photography Prize) e l’Hasselblad Award del 2017, ha ricevuto due importanti mostre retrospettive presso il San Francisco Museum of Modern Art e ilSolomon R. Guggenheim Museum in New York.

Lo stile della fotografia di Rineke Dijkstra

L’artista utilizza una fotocamera tecnica di formato 4 x 5 pollici, aggiungendo spesso il flash alla luce naturale per fare risaltare il soggetto dallo sfondo. Ritrae i suoi soggetti nei momenti di transito, movimento o adattamento a situazioni sconosciute, in cui le convenzioni sociali e culturali risultano indebolite. L’ingannevole semplicità dell’opera di Rineke Dijkstra nasconde un grande senso compositivo e una sensibilità plastica.

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In fotografia, i suoi referenti sono Diane Arbus e August Sander. Come nel caso delle fotografie di Arbus, le immagini di Dijkstra risultano inquietanti nella loro normalità. Come nei ritratti di Sander, le sue serie tendono all’astrazione e al concetto. In generale possiamo notare in tutta l’opera dell’artista una profonda ispirazione nei riguardi della pittura classica.

Il lavoro fotografico di Rineke Dijkstra si sviluppa in serie. Nella prima serie, intitolata “Beach Portraits”, Rineke ha fotografato adolescenti in varie spiagge negli Stati Uniti, Polonia, Inghilterra, Ucraina e Croazia, tra il 1992 e il 1996. La Dijkstra utilizza la spiaggia come spazio metaforico, facendo refererimento tanto alla transizione tra il mare e la terra, quanto al passaggio tra infanzia e l’età adulta. I suo modelli si trovano a metà di questo varco. Coperti solo da un costume, in pose che richiamo l’instabilità e la ricerca di un equilibrio precario.

In “Mothers” Rineke Dijkstra fotografa alcune giovani mamme dopo il parto. Le donne portano i segni del loro recente calvario: i pantaloni medici e l’assorbente igienico nella foto di Julie, un rivolo di sangue che scende dalla gamba sinistra nella foto di Tecla, un taglio cesareo sul ventre della foto di Saskia. Le madri sembrano tenere i bambini lontani dalla camera, stringendoli in un abbraccio protettivo contro i loro corpi.

Nella serie “Los Toreros”, realizzata in Portogallo, la fotografa ritrae i Toreri subito dopo la corrida. I volti macchiati di sangue, evocano ciò che è successo senza mostrarlo. In “Israeli soldiers”, la Dijkstra fotografa i soldati il primo giorno che si sono arruolati all’esercito e subito dopo un esercizio di tiro. Ancora una volta, l’immagine non ci mostra l’azione. L’artista fa riferimento a una traiettoria individuale e ad una dolorosa situazione politica, esplorando sia il contesto individuale che il contesto generale.

In altre serie, la fotografa olandese esplora l’effetto del tempo concentrandosi su un unico soggetto. È il caso della serie “Almerisa”, dove fotografa una rifugiata bosniaca sin da bambina, ritraendola ogni due anni dal 1994. Nella serie “Olivier”, il tempo descritto sulla persona è segnato da una scelta consapevole, quella di arruolarsi nella Legione Straniera. Rineke ritrae Olivier durante l’intenso addestramento, svoltosi in Francia e in Africa, fino alla partenza in missione in diverse parti del mondo (Gabon, Costa d’Avorio e Gibuti) nel 2003. Le fotografie mostrano chiaramente la metamorfosi, fisica e psicologica, subita nell’arco degli anni dal giovane uomo.

La frase di Rineke Dijkstra

Per me è essenziale capire che tutti siamo soli. Non nel senso di solitudine, ma piuttosto nel senso d’impossibilità di capire completamente qualcun altro. Cerco di catturare qualcosa della personalità di queste persone, ma allo stesso tempo estrapolare qualcosa di universale che riguarda l’umanità in generale”…“Una fotografia funziona meglio quando gli aspetti formali come la luce, il colore e la composizione, così come gli aspetti informali come lo sguardo o il gesto si uniscono. Nelle mie foto cerco anche un senso di calma e serenità. Mi piace quando tutto si riduce alla sua essenza. In un culmine. Un momento di verità”.

Per conoscere altri fotografi famosi

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