La fotografia documentaristica di Gordon Parks

“Ho visto che la macchina fotografica poteva essere un arma contro la povertà, il razzismo ed altri mali sociali. In questo momento ho saputo che dovevo possederne una”.

Gordon Parks è stato un fotografo e regista statunitense, noto per aver documentato l’esperienza afroamericana del razzismo e della povertà. La vita di Parks ci racconta la storia di un uomo che malgrado le sue origini contadine, il colore della pelle, la mancanza di un’educazione nei college e la povertà, riuscì ad essere accettato nella setta dei privilegiati.

La vita del fotografo Gordon Parks

Parks rimase orfano a soli quindici anni, e si adattò a fare diversi lavori per sopravvivere, tra cui suonare il piano in un bordello.Comprò la sua prima macchina fotografica nel 1938. Una sua fotografia venne notata da Marva Louis, moglie del celebre pugile afroamericano Joe Louis, che lo convinse a trasferirsi a Chicago, dove fotografò le donne dell’alta società.

Negli anni successivi Parks lavorò come freelance e fotografo di moda(collaborando anche per Vogue). Nel 1942 ricevette una borsa di studio in fotografia, scegliendo di lavorare con Roy Stryker, direttore del progetto Farm Sicurity Administration che dal 1935 documentava le condizioni dei disperati nella grande nazione americana.

Nello stesso anno pubblicò una delle sue fotografie più celebri, intitolata American Gothic (vedi sopra). La foto mostra una donna delle pulizie afroamericana che tiene tra le mani una scopa e uno spazzolone, una parodia del celebre dipinto American Gothic, realizzato da Grant Wood nel 1930. Una chiara denuncia al razzismo presente a Washington. Raggiunse la notorietà pubblicando per un ventennio le sue fotografie sulla celebre rivista statunitense Life.

Nel ’69, con l’incoraggiamento di John Cassavettes, Parks decise di realizzare un film dal titolo “Ragazzo la tua pelle scotta“, ispirato da un suo romanzo omonimo, che raccontava buona parte della sua adolescenza. Il suo secondo film, “Shaft il detective divenne un clamoroso successo commerciale, ebbe due seguiti , sempre diretti da Parks, e diede il via al filone blaxploitations. “Essere il primo fotografo nero di Vogue, il primo fotografo nero di Life, il primo regista nero non mi ha mai riempito di gioia, perchè sapevo che ci sono neri con più talento che meritavano le stesse occasioni, ma se le sono viste negare proprio perchè neri”.

Lo stile fotografico di Gordon Parks

Le fotografie di Parks raccontano di un mondo nero. Immagini che hanno documentato la vita dei poveri d’America, dei suoi lavoratori e i suoi abitanti. Nonostante lavorasse all’interno di un’appartenenza culturale ed etnica, Parks ha avuto la capacità istintiva di mostrarci una sensibile ed obiettiva riflessione sui mille volti di un popolo discriminato e costretto a lottare per emergere. Parks ha dimostrato come la macchina fotografica possa trasformarsi in un potente strumento di critica socio – politica. Le immagini del fotografo americano hanno reso visibile la profonda spaccatura del territorio americano, prendendo a modello storie semplici individuali dal significato universale e simbolico. I suoi saggi fotografici si basavano infatti su una persona o una famiglia che incarnasse l’argomento del suo incarico. Parks ha visualizzato nelle sue immagini l’esperienza afro-americana attraverso la più ampia gamma di argomenti e sfaccettature Fotografie che hanno ritratto la quotidianità, i volti e la vita della gente, ergendoli a eroi della lotta della sopravvivenza.

Di seguito vi lascio uno spezzone di un intervista con il grande maestro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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