Come stampare fotografie digitali professionali: guida completa

In questa guida affronteremo argomenti quali la dimensione e la risoluzione di un’immagine, la calibrazione del monitor e della stampante, i profili di colore e i tipi di carta per stampare una fotografia digitale in maniera professionale. Le stampe fotografiche rappresentano una maniera speciale per conservare, mostrare e condividere i tuoi scatti. Questa guida mostrerà dei passaggi da seguire per standardizzare il processo di stampa dell’immagine fotografica e mantenere l’aspetto del colore di una fotografia il più coerente possibile.

Guida alla stampa digitale completa in fotografia

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Calibrare la fotocamera Prima di scattare

Il risultato di una stampa inizia a essere deciso già prima dello scatto. Per avere la massima qualità possibile dobbiamo scattare in formato RAW e usare il profilo AdobeRGB nella nostra fotocamera. L’ho detto molte volte: se la tua fotocamera consente di scattare in formato RAW, ti consiglio di usare questo formato. In quest’articolo ti ho già parlato del formato RAW e dei suoi numerosi vantaggi, se non li conosci dagli un’occhiata. Tra i numerosi vantaggi di gestione del file RAW vi è quello di consentire di lavorare a più di 8 bit per canale di colore, mentre il file JPEG può usare solo 8 bit.

Cosa significa questo? La profondità in bit specifica la quantità d’informazioni sul colore disponibili per ciascun pixel di un’immagine. Maggiore è il numero d’informazioni per pixel, più colori disponibili e più accurata sarà la rappresentazione del colore. Un altro passaggio molto importante, decisivo nella qualità della nostra immagine fotografica, consiste nel settare la nostra fotocamera con lo spazio cromatico Adobe RGB (1998). Se usiamo, infatti, lo spazio di colori sRGB avremmo dei file che vanno benissimo per essere condivisi nel web, ma che perdono alcuni dettagli di tonalità di colore nella stampa, soprattutto nei verdi e nei blu.

Ambiente di lavoro

Quando eseguiamo delle modifiche sulle nostre immagini sui toni e sul colore è importante lavorare in un ambiente di lavoro adatto al fotoritocco. Le condizioni di luce e i riflessi possono influenzare la percezione dell’immagine.

Che tipo di monitor per il foto ritocco e la stampa?

Un monitor da utilizzare per il foto ritocco è uno strumento su cui investire se si desidera ritoccare la foto e stampare in maniera professionale. Poiché le fotografie dipendono dal loro aspetto, un buon monitor è uno strumento essenziale per aiutarti a ottenere l’aspetto che desideri nelle tue immagini. Quando cerchi un monitor, ci sono alcune caratteristiche che differenziano un buon monitor per la fotografia da uno normale. Innanzitutto, devi cercare un un monitor IPS (in-plane switching). Questi tipi di monitor offrono la migliore resa cromatica, i neri più profondi e degli ampi angoli di visualizzazione, che sono tutti necessari quando si lavora con file di immagini per per la stampa. Inoltre uno schermo buono è in grado di supportare visivamente una vasta gamma di colori; preferibilmente coprendo la maggior parte dello spazio colore Adobe RGB.

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Se il tuo monitor non è in grado di visualizzare l’intera gamma di colori della tua immagine, non puoi avere una rappresentazione dei tuoi file. Esistono monitor professionali che vanno oltre e che consentono di lavorare con spazi colore con un gamut più ampio come il ProPhoto RGB.

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Il terzo criterio che dovresti cercare in un monitor è la dimensione: a parità di prestazioni, meglio comprare il più grande. Ma dobbiamo fare molta attenzione alla risoluzione nativa del monitor. Non otterremo vantaggio nel lavorare con un monitor troppo grande se è in grado di visualizzare solo una risoluzione piccola. Mentre possiamo ottenere migliori risultati visivi con un monitor più piccolo ma con una risoluzione maggiore. Consigliabile acquistare un monitor con un schermo opaco, che permette di replicare più fedelmente i colori ed i contrasti tipici delle immagini quando vengono stampate.

Come calibrare il monitor

Se possediamo un buon monitor siamo solo a metà dell’opera. E’ infatti importante che il nostro monitor sia calibrato. La calibrazione del monitor è un elemento fondamentale di un corretto flusso di lavoro. Avere un monitor calibrato consente, infatti, di visualizzare i colori e i toni dell’immagine in modo corretto.

Oggi esistono calibratori per monitor che costano poco e che sono molto facili da usare. La maggior parte di questi calibratori per schermo funziona in modo simile. Sono formati da un colorimetro e un software.

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Anche quando usiamo un calibratore, tuttavia, dobbiamo fare attenzione perché con il passare del tempo i colori di un monitor possono spostarsi e richiedere una nuova ricalibrazione.

Quanto grande posso stampare la mia fotografia?

Al momento della stampa di una fotografia esistono alcuni concetti che ci possono confondere. Se stampiamo in un formato piccolo, come può essere il 10 × 15 cm o il 13 × 18 cm, più o meno qualsiasi tipo di immagini può andare bene. Ma se vogliamo stampare in un formato grande, dobbiamo avere chiari due concetti base: la Dimensione e la Risoluzione dell’immagine.

Quale dimensione massima possiamo ottenere per stampare una fotografia?

Quando scattiamo con una fotocamera digitale, la macchina fotografica trasforma le informazioni luminose in impulsi elettrici. Questi dati vengono filtrati e salvati come file digitale nella scheda di memoria sotto forma di bit. Come facciamo a passare dal file memorizzato ad una foto stampata?

Un’immagine digitale è composta da pixel. Il pixel è l’unità più piccola che compone un’immagine digitale. Il termine è la contrazione di “picture element“, cioè “elemento di immagine”. Infatti, se ingrandiamo al massimo un’immagine digitale possiamo notare tanti piccoli quadratini che la compongono (vedi immagine in basso).

pixel in una fotografia come stampare in maniera professionale

Le dimensioni in pixel misurano il numero di pixel complessivo lungo la larghezza e l’altezza di un’immagine. Se abbiamo una foto che ha 4.500 pixel sul lato orizzontale e 3.000 sulla verticale, otterremo un totale di 13.500.000. Dividendo per un milione avremo la quantità di megapixel. In questo caso 13.500.000 / 1.000000 = 13,5 Megapixel.

L’obiettivo della stampa digitale è quello di convertire i pixel che compongono l’immagine sullo schermo in una stampa cartacea. Il pixel non ha una dimensione fisica in sé, è solo l’unità minima di un’immagine digitale. La relazione tra dimensioni in pixel e dimensioni in cm della stampa passa attraverso il concetto di dpi.

Un certo valore di dpi ( dots per inch ) infatti ci dice quanti punti (dots) verranno stampati per ogni pollice (inch). Valori più alti indicano che i punti saranno più fitti, ovvero più vicini tra loro. Al contrario valori bassi indicano che i punti avranno una distanza tra di loro più elevata. Ciò può comportare una stampa poco definita, granosa in cui i punti stessi saranno visibili. A causa della struttura dei nostri occhi però è inutile superare una certa soglia di definizione. Normalmente questa soglia è di 300 dpi.

La dimensione finale dell’immagine dipende dalla risoluzione scelta. Se abbiamo un’immagine di 4500 x 3000 pixel possiamo stamparla a 15 x 10 pollici, se simpostiamo la risoluzione su 300 dpi, ma possiamo cambiare le dimensioni ed aumentarla abbassando i dpi. Mentre le dimensioni della stampa cambiano, non stiamo ridimensionando o aumentando la nostra foto (file immagine), stiamo solo riorganizzando i pixel esistenti. Immaginate un elastico, possiamo allungarlo o ridurlo ma non stiamo modificando la composizione dell’elastico. A meno che l’immagine non venga ricampionata, la quantità di dati rimane invariata se modificate le dimensioni di stampa o la risoluzione.

A causa della summenzionata correlazione tra dimensione e risoluzione, molte persone pensano che i megapixel abbiano la un peso decisivo nella stampa. Questo aspetto è influente solo nelle stampe molto grandi. Inoltre, oltre alla quantità bisogna considerare la qualità e la profondità dei pixel, che determinano i valori tonali che la tua immagine avrà.

Calibrare la stampante

Una volta calibrata la nostra fotocamera e il nostro schermo è essenziale e decisiva una corretta calibrazione della stampante che andremo ad utilizzare.

Avere una stampante correttamente calibrata è, tuttavia, un procedimento più complesso rispetto a calibrare un monitor, a causa del maggior numero di variabili del procedimento di stampa. La scelta dei tipi di carta, dei tipi d’inchiostro, il tipo di stampante, del profilo di colore ICC e di come abbiamo salvato il nostro file influenzano il modo in cui verrà stampata la nostra foto.

guida alla stampa fotografica come calibrare e risolvere i problemi fotografia digitale

Dobbiamo mantenere un metodo coerente di comunicazione tra il monitor e la stampante, utilizzando un software di calibrazione che funzionerà con entrambe le macchine, fornendo loro una serie standard di termini di colore su cui concordare. Inoltre è essenziale l’uso di profili ICC specifici, a seconda del tipo di supporto su cui si stiamo stampando.

I profili ICC

Durante la stampa vengono utilizzati determinati profili che indicano alla stampante determinate caratteristiche del supporto di stampa, in modo che l’output di stampa possa essere regolato correttamente. Questi profili, chiamati profili ICC, sono disponibili per molti tipi di carta standard, così come altri standard stabiliti dall’International Color Consortium (ICC). Questi profili possono essere utilizzati come spazi colore simulati quando si lavora in programmi di fotoritocco come Photoshop, per aiutarti a visualizzare i colori delle immagini prima di stampare. Pertanto un buon laboratorio di stampa dovrebbe sempre fornirci il profilo colore da utilizzare in modo da adeguare il nostro file al supporto. Dopo aver scaricato il profilo, possiamo aprire la prova colore (soft proof) selezionando “Visualizza -> Imposta prova -> Personale. Inoltre, ”Con “Visualizza -> Prova colori“ puoi visualizzare la tua immagine con o senza prova colore.

Preparare il file per la stampa della foto

La nitidezza di un monitor è superiore a quella di un’immagine stampata. Perciò, può capitare che una fotografia sembri nitida sullo schermo, ed appaia sbiadita nella stampa. Per ovviare a ciò si consiglia di applicare un passaggio di maschera di contrasto in photoshop prima della stampa.

Iniziamo a stampare la nostra foto digitale

Avere le dimensioni e il salvataggio corretti dei file prima della stampa, non solo migliora la qualità delle stampe, ma consente anche di risparmiare del tempo, poiché la stampante stessa non è costretta a svolgere un lavoro di compressione che potrebbe influire sulla qualità del risultato. Per avere un controllo maggiore sulla tua foto gestisci il dimensionamento, il tipo di profilo della carta e la gestione del colore attraverso un software come Photoshop. Se non vuoi perdere alcuna informazione, devi salvare un formato non compresso. Il più comune e quindi più facile da condividere è il TIFF. Quando iniziamo a stampare una fotografia è consigliabile di stampare alcune strisce di prova dell’immagine per non sprecare la carta. Dopo aver verificato l’aspetto della stampa, possiamo eseguire la stampa finale utilizzando le stesse impostazioni e lo stesso colore sull’intero foglio di carta.

Tipi di carta fotografica

La stampa su diversi tipi di carta fotografica può cambiare il carattere della nostra fotografia per aiutarti a realizzare l’aspetto desiderato. Esiste una grande varietà di tipi di carta, sia in formato foglio, che rotolo.

Ci sono 5 variabili che dovresti tenere a mente quando scegli la tua carta:

  • Opacità. Maggiore è l’opacità su una carta, minore è la possibilità che l’inchiostro passi attraverso la carta, evitando il fastidioso intasamento e la miscelazione dei colori. Normalmente la carta fotografica ha un’opacità del 94% -97%, quindi di solito non dovrai preoccuparti di questo problema. Un solo dettaglio: presta particolare attenzione se intendi stampare su entrambi i lati (ad esempio, nel caso dei fotolibri).
  • Luminosità. Quanto è bianco il bianco? La luminosità è espressa in numeri tra 1 e 100; Tuttavia, non tutte le case produttrici indicano il loro grado di luminosità,preferendo parlare di bianco extra, bianco lucido. Ovviamente la luminosità dipende dal tipo di effetto che vogliamo realizzare
  • Peso. Il peso è generalmente indicato in g / m2. La scala in cui si trova la maggior parte delle carte è compresa tra 90 e 360gr. E’ importante controllare i tipi di carta supportati dalla stampante, poiché esistono stampanti che non accettano carte molto pesanti.
  • Caliber. La larghezza della carta. Viene misurato in millimetri o millesimi di pollice ed è generalmente compreso tra 7-10 mm o 220-300 mm. Come per il peso e l’opacità, dobbiamo guardare le istruzioni del produttore per scegliere un calibro adatto per la nostra stampante.
  • Finitura e texture. Ogni carta ha una texture differente. Inoltre può essere opaca o brillante. Alcuni tipi di carta, come la lucida, la perlata o semilucida, offrono una buona gamma di tonalità con sufficiente brillantezza per fornire un nero profondo, ma riflettono facilmente dei riflessi di luce. Una superficie opaca si presta bene ad alcuni tipi di immagini ma perde in brillantezza. Esistono tipi di carta che presentano una base baritata, che ricorda le tradizionali stampe a base di fibra della camera oscura, che fornisce neri molto ricchi e una superficie ricca di dettagli.

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Questo articolo fa parte del corso gratuito online di fotografia dove troverete una grande raccolta di articoli per imparare la tecnica e la teoria fotografica, in modo tale da sfruttare le funzioni e le potenzialità della nostra macchina fotografica.

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Come stampare fotografie digitali professionali: guida completa
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In questa guida affronteremo vediamo come STAMPARE UNA FOTOGRAFIA digitale ✅ in maniera PROFESSIONALE, avendo cura dei colori e dei toni dell'immagine
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