Bert Hardy – Maestri della fotografia

Albert Hardy, meglio noto come Bert, è stato un noto fotografo documentarista inglese, definito da molti critici come il narratore del popolo britannico, per averne raccontato tramite le sue immagini il periodo a cavallo della seconda guerra mondiale.

La vita di Albert Hardy

Albert Hardy nasce il 19 maggio 1913 è a Blackfriars, un’area centrale di Londra, collocata nell’angolo sud-est della città   Londinese, primo di sette figli di un falegname e di una domestica.

La fotografia diventa parte della vita di Hardy nel 1927, quando il giovane londinese ottiene lavoro come messaggero e sviluppatore presso il Central Photographic Service. Hardy, con i pochi soldi guadagnati, compra una macchina fotografica a lastre per 50p da un negozio di pegni, imparando aperture e tempi di posa per tentativi.

La carriera del fotografo inglese inizia con una fotografia di “Royalty”. Il giovane riesce e fotografare re Giorgio V e la Regina Maria in una carrozza di passaggio e vendere 200 piccole stampe nel quartiere. Diventa freelance per la rivista The Bicycle e compra la sua prima Leica 35 mm di seconda mano (marca alla quale resterà fedele nel tempo).

In pochi anni lavora come fotografo per la General Photographic Agency e nel 1941 entra nella redazione di Picture Post, rivista leader dell’immagine inglese. Durante la seconda guerra mondiale, viene spedito nei luoghi del conflitto per raccontarlo tramite immagini. Le sue foto seguono lo sbarco in Normandia nel giugno 1944, la liberazione di Parigi, l’avanzata alleata sul Reno, la liberazione di Bergen-Belsen (campo di concentramento in Germania).

Verso la fine del conflitto Hardy si trasferisce in Asia, dove diventa fotografo personale di Lord Mountbatten. Segue la guerra di Corea con il giornalista James Cameron per il Picture Post contribuendo a rendere note le atrocità compiute a Pusan (Missouri Pictures of the Year Award). L’arrivo di Edward Hulton alla direzione del Picture Post, coincide con il declino della rivista che aveva segnato un’era per il giornalismo fotografico in Gran Bretagna. Bert Hardy inizia a fotografare con successo in ambito pubblicitario. Dal 1964,  si trasferisce a vivere in una fattoria a Oxted, nel Surrey, dove morirà all’eta di 82 anni.

Lo stile della fotografia di Bert Hardy

La fotografia di Bert Hardy riesce, anche nelle situazioni più atroci, a cogliere l’essenza dello spirito umano, senza mai rischiare di risultare sentimentalista. Sebbene il suo lavoro di giornalista di guerra meriterebbe considerazione a fianco dei maestri della Magnum, il nome di Bert Hardy rimane legato alle immagini di vita quotidiana dell’Inghilterra.

Le sue fotografia hanno immortalato immigrati a Soho e Liverpool, prostitute a Piccadilly e bambini nelle strade del Gorbals. Fonte di ispirazione per una generazione di fotoreporter, Hardy ha raccontato attraverso i suoi scatti il Regno Unito a cavallo della seconda Guerra Mondiale .Il suo lavoro, notevole per empatia e delicatezza, è riuscito a cogliere, con semplicità e forza, scene anonime della vita di tutti giorni, tramandandole attraverso l’arte nel tempo.

La citazione

“Nessuno può insegnarti la fotografia”….”Il quadro ideale dice qualcosa dell’essenza della vita, è il riassunto di un’emozione che detiene la sensazione di movimento, implicando quindi la continuità della vita stessa”.

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Per conoscere altri Maestri della fotografia

Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.

1 COMMENT

  1. Un MAESTRO. Le immagini parlano chiare, e non lasciano spazio al dubbio! Bell’articolo, grazie! E augurissimi di buone feste!

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